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martedì 28 gennaio 2014

Fabio Picchi - "Ho fame di te e di paradiso" - disponibile.


«Non abbiamo più idea di che cosa significhi nutrirsi con normale felicità. Le confezioni colorate e la chimica assordante mascherata da aromi naturali ci rendono sordi e muti allo scatenarsi delle endorfine positive che il nostro palato percepisce. […] Ed ecco che le cucine all'ultima moda, con le loro affumicature, le loro molecole i loro idrogeni, fungono dalle donne e dalla loro naturale responsabilità amorosa, si allontanano dall'ambito della sapienza familiare e si trasformano nell'arroganza commerciale di una complicità maschile che crea solo atteggiamenti conformistici basati su conoscenze presupposte, dove l’industria alimenta false icone artigianali per raccontare di mulini più o meno bianchi, di prati, di mari puliti, ma che in realtà ormai stanno desertificando tutto il pianeta e anche noi stessi».

A sostenere con tanta veemenza questa tesi è Fabio Picchi, “il poeta della cucina” (come ama presentarsi), che dedica il suo Ho fame di te e di paradiso all'«elogio della Cucina bassa, dove riponiamo la certezza nelle nostre emozioni più fragili e intime». La tesi di partenza, dunque, appare chiara fin dall'inizio: persa la sfera femminile la cucina diventa arrogante, dominata dal potere di quel mercato che propone cibi senza sapore, odore, né tanto meno stagione. Un cibo industrializzato, capace però di darci una tranquillità apparente nel non sapore o viceversa nel platealmente riconoscibile. «Dunque si fa sempre più necessario riequilibrare la nostra primordiale condizione di cacciatori-raccoglitori con un’agricoltura il più possibile ridimensionata in localismi rinnovati, dove una territorialità intelligente si dovrebbe alleare con una maniosità stagionale».

Non lasciatevi ingannare, Picchi non ci propone una lunga dissertazione teorica. Tutt'altro. Con grande gusto ci descrive raffinati spuntini per quando siamo da soli, piatti per coccolarsi in due, ottime idee per i pranzi in famiglia e i menù ideali per accogliere gli amici. Qualche esempio? «Panino al potere con tutti gli avanzi possibili e salse varie», «Tartare monumentale», «Polpettine come elisir d’amore» (per due, ça va sans dire), «Polenta di primavera» o «Gnocchi arrostiti alla Sebastian» per tutta la famiglia, «Sgombri alla Giacomo», «Baccalà del bello, detto anche alla Luigi», «Verdure saltate per frittate, pasta corta o bracioline» quando aspettiamo gli amici.

E non è finita qui. Nella sua dispensa ci fa trovare Curcuma, Chia, Maruka e Goji, ce ne svela le proprietà e suggerisce gli usi. Quattro ingredienti segreti che oltre a stuzzicare il palato ci fanno bene. Ultimo, ma assolutamente non meno importante, Picchi ci guida con maestria nell'arte della cucina del riuso, del cibo della sera prima che si trasforma in appetitosi manicaretti, di ingredienti poveri che possono diventare piatti straordinari. E ora non vi resta che sedervi a tavola.

Fabio Picchi, Ho fame di te e di paradiso. Appunti di cucina e intingoli per la voglia di cucinare bene e affrontare i prossimi mille anni, RaiEri, pp. 124, euro 15.

Fabio Picchi nasce fiorentino il 22 giugno 1954. Nel 1979 apre il ristorante Il Cibrèo, e la trattoria detta Il Cibreino. Nel 1989 apre anche il Caffè del Cibrèo, tutto a due passi dal mercato di Sant'Ambrogio. Nel 2003 fonda con sua moglie, l’attrice, autrice e regista Maria Cassi, l’Associazione Culturale Teatro del Sale, che dal 2009 edita il mensile l'Ambasciata Teatrale in versione cartacea e on line. Condivide le sue passioni con i figli e con un grande numero di straordinari collaboratori. Partecipa a trasmissioni televisive nazionali per la Rai. Ispirato dal Maestro Manzi, fonda sul suo canale YouTube un Vocabolario di cucina continuamente aggiornato. Nel 2009 pubblica con Mondadori Electa I dieci comandamenti per non far peccato in cucina. Nel 2010, per Mondadori Strade Blu, Senza vizi e senza sprechi. Nel 2011, sempre con Mondadori Electa, esce il suo primo romanzo, Il segreto della mezzaluna, e nel 2013 il secondo, Ostriche rosse per Napoleone. Nel 2012 pubblica con Rai Eri Soffriggo per te… Il racconto delle cento ricette della mia famiglia. Collabora con numerose testate nazionali ed è un appassionato blogger del Fatto Quotidiano.