#caffèlibro #BotegaVercelli

Una foto pubblicata da Paolo Amari (@paolo_am) in data:

martedì 29 maggio 2012

Davide Oldani e la sua filosofia POP.


Bisogna valorizzare l'equilibrio dei contrasti, in cucina e nella vita
Questa una delle 10 pillole di filosofia della Cucina Pop di Davide Oldani.

Ma cosa è la CUCINA POP?
Spesso si sente questo termine, ma solo chi ha avuto la fortuna di assaporare un piatto di Oldani, sa a cosa mi sto riferendo.
Qualche settimana fa, durante la manifestazione Taste of Milano, ho assaggiato "Riso, pane, pepe nero e Marsala", uno dei piatti che più rappresentano la cucina di Oldani.
Un mix perfetto di diversi sapori e diverse consistenze racchiusi in un sol "boccone".
Un'esplosione di gusto nata dalla commistione di ingredienti semplici e tradionali, elaborati in maniera innovativa.
Ecco cosa vuol dire Cucina Pop. Una cucina semplice ed essenziale, ma allo stesso tempo ricca e nella quale i gusti si armonizzano in un insieme equilibrato e completo, e nella quale convivono sapori che all'apparenza appaiono molto distanti.

Ma chi è Davide Oldani?
Uscito dalla scuola alberghiera, Davide Oldani ha cominciato subito a lavorare da Gualtiero Marchesi, poi l'esperienza internazionale: al Gavroche di Londra, e al Louis XV di Montecarlo,poi eccolo a New York, Tokyo, in California e a Barcellona. Nel 2003, è tornato a Milano o meglio nel suo paese d'origine, Cornaredo e ha aperto "D'O" un ristorante a prezzi contenuti e altissima qualità che si è ben presto aggiudicata la prima stella della guida Michelin.
Nel dicembre 2008 ha avuto il maggior riconoscimento della città di Milano, l'Ambrogino d'Oro.

Le 5 vocali di Oldani
A come Amore, ovvero tanta passione per questo mestiere, una dedizione senza limiti e un adeguato spirito di sacrificio. 
E come Educazione, cioè rispettare: la materia prima, chi t'insegna qualcosa, i collaboratori, l'ospite. La gente in generale. Le idee altrui. 
I come Intraprendenza: ambizione ma quella sana, dettata dall'Intelligenza. 
O come Obbedienza. Ai Maestri, alle stagioni, alle regole, quelle che ci insegnano e quelle che ci diamo da soli. Al nostro "sentire".
U come Umiltà : prima per imparare. E poi nell'istruire, quando si è in grado di farlo, senza tiranneggiare. Condividere con gli altri soddisfazioni e delusioni. Non sputare mai nel piatto in cui si mangia. Criticare, sì, ma senza prevaricare, offendere o umiliare.

[Promosso da Giorgia]